Fondazione Ipogeo dei Cristallini

Fondazione Ipogeo dei Cristallini cerchietto alto rosa e verde

Lo Statuto

Fondazione Ipogeo dei Cristallini – ETS

Articolo 1. Preambolo

La storia dell’Ipogeo dei Cristallini risale a più di 2.300 anni fa. I Greci, che allora abitavano la città di Neapolis quando questa faceva ancora parte della Magna Grecia, realizzarono alcuni ipogei funerari, costruendo tombe nel sottosuolo in cui hanno riposato per millenni i resti degli antichi abitanti della città partenopea. Tra esse l’Ipogeo dei Cristallini rappresenta una incredibile testimonianza di pittura ed architettura ellenistica, accessibile al pubblico tramite una piccola scala all’interno di un palazzo di Via dei Cristallini, nel quartiere Sanità di Napoli: quattro sepolcreti, scavati nel tufo, ornati da bassorilievi e affreschi, nonché corredati da un tesoro di anfore, manufatti, urne e altari, rinvenute sotto l’antico “Palazzo di Donato”. Era il 1889 quando il Barone Giovanni di Donato, cercando acqua o tufo nel sottosuolo del suo palazzo di famiglia, trovò invece un tesoro di pittura e architettura ellenistica funebre. Una rara testimonianza del periodo ellenistico, uno splendore incredibilmente riportato alla luce. Il Barone di Donato, riconoscendo l’importanza del monumento, fece costruire una scala e un corridoio che portava alle porte d’ingresso delle singole camere.

L’ambizioso progetto di restauro pittorico, ancora in corso, ha avuto lo scopo di restituire al pubblico la visione di questo antico sepolcreto greco, capace di trasportare il visitatore indietro nel tempo, per un’esperienza culturale ed emotiva unica, che intende avvalersi anche del supporto di soluzioni tecnologiche immersive all’avanguardia.

Ma l’accesso al pubblico dell’Ipogeo dei Cristallini e la sua valorizzazione rappresentano anche l’ambizioso obiettivo di contribuire concretamente alla riqualificazione del quartiere Sanità, un tempo la strada antica che percorreva il Re e che ora necessita di uno sforzo significativo di re-innovazione urbana, sociale ed economica.

In tale contesto, dunque, la valorizzazione la tutela la restituzione dell’Ipogeo dei Cristallini al pubblico vuole non solo riconsegnare alla città di Napoli la possibilità di vivere un’esperienza culturale ed emotiva unica, bensì, soprattutto, contribuire al recupero e all’inclusione sociale ed economica del quartiere. Sotto questo profilo, l’Ipogeo dei Cristallini rappresenta dunque una forma di riscatto sociale per i ragazzi che vivono nel quartiere Sanità, supportando finanziariamente e operativamente il loro desiderio di affrancamento dal disagio minorile e di inserimento nel tessuto lavorativo sano.

Titolo I. Denominazione, sede, finalità, oggetto e durata

Articolo 2. Denominazione e durata

1. Ai sensi del D.Lgs. 3 luglio 2017, n. 117 (di seguito, il “CTS”), è costituita, su iniziativa dell’Ing. Giampiero Martuscelli (di seguito, il “Fondatore”), la Fondazione Ente del Terzo Settore denominata “Fondazione Ipogeo dei Cristallini – ETS” o, in forma abbreviata, “Fondazione IdC – ETS” (di seguito, la “Fondazione”).

2. La Fondazione indica gli estremi di iscrizione nel Registro Unico Nazionale del Terzo Settore (di seguito, il “RUNTS”) negli atti, nella corrispondenza e nelle comunicazioni al pubblico.

3. La Fondazione ha durata indeterminata.

Articolo 3. Sede

1. La Fondazione ha sede legale nel comune di Napoli. Il trasferimento della sede legale all’interno del medesimo Comune può essere deliberato dal Consiglio di Amministrazione e non comporta modifica statutaria, ma soltanto l’obbligo di comunicazione agli uffici competenti.

2. Il Consiglio di Amministrazione può istituire e sopprimere, in Italia e all’estero, sedi secondarie, uffici direzionali e operativi o unità locali comunque denominati.

Articolo 4. Finalità

1. La Fondazione ha la finalità di intraprendere e promuovere iniziative volte al sostegno, al supporto attivo, alla conservazione, alla preservazione, alla tutela, alla conoscenza, alla promozione, alla fruizione, alla gestione, al mantenimento e alla valorizzazione del patrimonio archeologico, storico, culturale, artistico e sociale consistente nell’Ipogeo di Via dei Cristallini e di altri beni archeologici, sia quale mezzo di protezione del patrimonio culturale che come strumento di sviluppo sociale.

2. Tali attività verranno svolte dalla Fondazione attraverso il confronto e la collaborazione con enti ed istituzioni locali, regionali, nazionali ed internazionali e in conformità al D.Lgs. 22 gennaio 2004, n. 42 e successive modifiche e integrazioni (c.d. “Codice dei Beni Culturali”) e ispirandosi agli obiettivi e ai principi della “Convenzione quadro del Consiglio d’Europa sul valore dell’eredità culturale per la società” (STCE n°199) del 27 ottobre 2005 (c.d. “Convenzione di Faro”). Inoltre, la Fondazione intende rappresentare un modello esemplare e partecipato di gestione dei beni culturali archeologici, in grado di garantire una loro efficiente e sostenibile gestione, valorizzazione e fruizione.

3. Inoltre, la Fondazione intende tenere conto del contesto sociale in cui è ubicato l’Ipogeo dei Cristallini, ovvero il quartiere Sanità: si tratta di uno dei luoghi più suggestivi di Napoli, dove convivono contrasti socioculturali, ricchezza, povertà, colori, arte, musica, storia, e dove, negli ultimi anni, il desiderio di rinascita e di riscatto ha dato alla comunità che vi risiede il coraggio di cambiare la realtà e la forza per una nuova vita. In tale ambito, come già evidenziato nel Preambolo, la Fondazione si prefigge di realizzare una vasta serie di attività connesse al recupero e all’inclusione sociale ed economica del quartiere stesso. A tal proposito, la Fondazione intende sensibilizzare e coinvolgere la comunità attraverso attività di formazione rivolte non solo ai giovani ma anche agli imprenditori e commercianti del quartiere, offrendo loro degli strumenti utili per consolidare e rafforzare il fondamentale ruolo che i medesimi hanno nel quartiere, allo scopo di salvaguardare il suo patrimonio materiale e immateriale, sfruttare appieno tutte le potenzialità offerte dal settore turistico e, in ultima analisi, costituire un motore di crescita ed unione per la comunità del Quartiere Sanità, per un futuro di prosperità condivisa. Il progetto di recupero e di inclusione sociale ed economica del quartiere non può non avere come protagonisti e forza motrice i giovani: per siffatta ragione, la Fondazione intende offrire ai tanti ragazzi che vivono nel quartiere Sanità, a titolo esemplificativo e non esaustivo, assegni di istruzione, borse di studio, opportunità lavorative, iniziative di aggiornamento professionale, corsi di formazione, attività educative e simili.

4. Infine, le finalità della Fondazione sono rivolti altresì alla tutela del turismo sostenibile, inteso come un modo innovativo di viaggiare ed esplorare i territori, il quale soddisfa i bisogni dei viaggiatori, delle comunità locali, dell’ambiente e delle aziende, da un lato salvaguardando non solo gli equilibri ambientali, ma anche quelli sociali ed economici, dall’altro offrendo al tempo stesso nuove opportunità di sviluppo a lungo termine e per il futuro delle prossime generazioni. A tal proposito, la Fondazione intende promuovere e attuare i principi fondamentali su cui si basa il turismo sostenibile, quali la protezione dell’ambiente e delle sue caratteristiche, la tutela del patrimonio artistico, culturale e tradizionale dei luoghi di destinazione, l’adozione di un approccio che incentivi la crescita di progetti sostenibili, l’inclusione sociale, la condivisione del benessere economico e la creazione di opportunità di lavoro a condizioni adeguate e vantaggiose per tutti i soggetti coinvolti.

5. L’ambito di attuazione degli scopi della Fondazione sopra illustrati non è circoscritto al solo quartiere Sanità, ma potrà essere esteso, previa valutazione da parte degli organi dell’ente a ciò deputati, anche ad altri contesti all’interno e/o all’esterno della città di Napoli.

Articolo 5. Attività

1. Ai fini del perseguimento delle finalità di cui all’articolo 4 dello Statuto, la Fondazione può svolgere le attività di cui all’articolo 5, comma 1, lettere f), i), k), l) e u) del CTS e, in particolare, si propone di realizzare:
f) interventi di tutela e valorizzazione del patrimonio culturale e del paesaggio, ai sensi del D.Lgs. 22 gennaio 2004, n. 42, e successive modificazioni;
i) organizzazione e gestione di attività culturali, artistiche o ricreative di interesse sociale, incluse attività, anche editoriali, di promozione e diffusione della cultura e della pratica del volontariato e delle attività di interesse generale;
k) organizzazione e gestione di attività turistiche di interesse sociale, culturale o religioso;
l) formazione extra-scolastica, finalizzata alla prevenzione della dispersione scolastica e al successo scolastico e formativo, alla prevenzione del bullismo e al contrasto della povertà educativa;
u) beneficenza, sostegno a distanza, cessione gratuita di alimenti o prodotti di cui alla L. 19 agosto 2016, n. 166, e successive modificazioni, o erogazione di denaro, beni o servizi a sostegno di persone svantaggiate o di attività di interesse generale a norma del presente articolo.

Articolo 6. Mezzi di svolgimento delle attività

1. Al fine di realizzare le attività di interesse generale di cui al precedente articolo 5 dello Statuto, la Fondazione potrà, a titolo esemplificativo e non esaustivo: i) amministrare e gestire i beni di cui sia proprietaria, locatrice, comodataria o comunque posseduti o ricevuti in godimento; ii) stipulare convenzioni e contratti per l’assunzione dei servizi necessari all’Ipogeo di Via dei Cristallini, nonché stipulare convenzioni per l’affidamento a terzi di parte o tutta l’attività; iii) realizzare mostre, seminari, corsi di formazione, manifestazioni, convegni, incontri e concorsi di idee, studi, ricerche, iniziative scientifiche e culturali, attività produttive didattiche o divulgative, procedendo alla pubblicazione dei relativi atti e documenti, nonché istituire premi e borse di studio, assegni di istruzione e simili; iv) organizzare eventi e attività culturali, anche connessi a particolari aspetti dei beni archeologici, quali, ad esempio, le operazioni di recupero e restauro; v) organizzare itinerari culturali che abbiano come protagonista l’Ipogeo di Via dei Cristallini, anche in collaborazione con gli enti e organi competenti per il turismo, con le università pubbliche e private, nonché con i soggetti terzi, nazionali e internazionali, pubblici o privati, interessati; vi) svolgere tutte quelle iniziative idonee a favorire un organico contatto tra la Fondazione, i cittadini, il sistema culturale e museale nazionale e internazionale, i relativi addetti ai lavori e il pubblico.

2. Inoltre, la Fondazione svolge attività di raccolta fondi al fine di finanziare le proprie attività di interesse generale, anche attraverso la richiesta a terzi di lasciti, donazioni e contributi di natura non corrispettiva. L’attività di raccolta fondi può essere svolta anche mediante sollecitazione al pubblico o attraverso la cessione di o erogazione di beni o servizi di modico valore, impiegando risorse proprie e di terzi, inclusi volontari e dipendenti, nel rispetto dei principi di verità, trasparenza e correttezza nei rapporti con il pubblico, in conformità a quanto prescritto ai sensi dell’articolo 7, comma 2 del CTS.

3. Per il perseguimento dei propri scopi e lo svolgimento delle attività di interesse generale citate, la Fondazione potrà anche aderire ad altri organismi di cui condivida finalità e metodi, nonché collaborare con enti pubblici e privati al fine del conseguimento delle finalità statutarie.

4. In via secondaria e strumentale, la Fondazione può svolgere attività diverse rispetto a quella che costituisce il suo oggetto principale. Tuttavia, tali attività diverse devono essere svolte secondo i criteri e limiti prescritti dall’articolo 6, comma 1 del CTS e il loro carattere secondario e strumentale deve essere documentato dal Consiglio di Amministrazione nella Relazione di missione.

5. La Fondazione può avvalersi, ai sensi delle leggi vigenti, di lavoratori dipendenti e di volontari.

Titolo II. Patrimonio ed entrate

Articolo 7. Patrimonio iniziale ed entrate

1. Il patrimonio iniziale della Fondazione è costituito dalle risorse apportate dal Fondatore in sede di costituzione della medesima e rappresenta il fondo di dotazione originario. Il patrimonio della Fondazione, comprensivo di eventuali ricavi, rendite, proventi, entrate comunque denominate è utilizzato per lo svolgimento dell’attività statutaria ai fini dell’esclusivo perseguimento di finalità civiche, solidaristiche e di utilità sociale.

2. La Fondazione finanzia la sua attività mediante:
– i proventi derivanti dalle campagne di raccolta fondi;
– le elargizioni (comprese le donazioni e le disposizioni testamentarie) non specificamente destinate ad incremento del patrimonio della Fondazione;
– i redditi derivanti dal patrimonio della Fondazione;
– gli introiti di qualsiasi natura conseguiti per effetto dell’attività della Fondazione;
– gli eventuali avanzi di gestione, comunque denominati;
– ogni altra entrata conseguita dalla Fondazione e non specificamente destinata ad incremento del suo patrimonio.

3. Il Consiglio di Amministrazione vigila sui decrementi che il patrimonio della Fondazione può subire e adotta senza indugio ogni occorrente provvedimento prescritto dalle leggi vigenti, o comunque reso opportuno, secondo criteri di perizia, prudenza e diligenza.

4. È vietata la distribuzione, anche in modo indiretto, di utili o avanzi di gestione, nonché fondi, riserve o capitale, comunque denominati, durante la vita della Fondazione, al Fondatore, ai lavoratori e ai collaboratori, agli amministratori e agli altri componenti degli organi della Fondazione, e ciò anche in ogni ipotesi di scioglimento di qualsiasi rapporto individuale intercorso tra la Fondazione e qualsiasi altro soggetto.

Titolo III. Sistema di governance

Articolo 8. Fondatore

1. La Fondazione è promossa ed istituita per iniziativa dell’Ing. Giampiero Martuscelli, il quale ha contribuito alla dotazione del patrimonio iniziale e potrà designare, anche per via testamentaria, la persona o le persone destinate a succedergli. In assenza di designazione i poteri del Fondatore passeranno al Consiglio di Amministrazione.

2. Al Fondatore, vengono riconosciuti i seguenti ruoli e poteri:
– carica di Presidente vita sua durante;
– di nomina degli altri membri del Consiglio di Amministrazione, determinandone eventuali compensi ai sensi del successivo articolo 10, nonché di revoca degli stessi ai sensi di legge;
– di nomina del Revisore Unico o del Collegio dei Revisori, sentito l’Organismo di Controllo, determinandone i compensi ai sensi di legge;
– di fornire un proprio parere sull’istituzione e sulla successiva nomina dei membri del Comitato di Indirizzo;
– di fornire il proprio parere, in qualità di Presidente, sulle attività di carattere straordinario che il Consiglio di Amministrazione intende svolgere per il conseguimento degli scopi sociali;
– di esprimere, in qualità di Presidente, il proprio parere vincolante in caso di modifica dello Statuto;
– di esprimere, in qualità di Presidente, il proprio parere vincolante in merito alla devoluzione dei beni residui a seguito di liquidazione della Fondazione, fermo restando che i soggetti in favore dei quali è effettuata la devoluzione devono rientrare necessariamente tra quelli indicati all’articolo 17 del presente Statuto in conformità a quanto previsto dall’articolo 45, comma 1 del CTS.

Articolo 9. Organi

1. Sono organi della Fondazione:
– il Consiglio di Amministrazione;
– il Presidente della Fondazione;
– il Comitato Scientifico;
– l’Organismo di Controllo;
– il Revisore Unico o il Collegio dei Revisori;
– il Segretario Generale (se nominato);
– il Comitato di Indirizzo (se nominato).

Articolo 10. Il Consiglio di Amministrazione

1. Il Consiglio di Amministrazione è composto da un minimo di 3 (tre) a un massimo di 5 (cinque) membri, compreso il Presidente, nominati dal Fondatore.

2. Ciascuno dei Consiglieri dura in carica 3 (tre) anni ed è rieleggibile.

3. Ai sensi dell’articolo 2382 cod. civ., non può essere nominato amministratore, e se nominato decade dal suo ufficio, l’interdetto, l’inabilitato, il fallito, o chi è stato condannato ad una pena che importa l’interdizione, anche temporanea, dai pubblici uffici o l’incapacità ad esercitare uffici direttivi.

4. Il Consiglio di Amministrazione potrà determinare il compenso dei propri membri nei limiti posti dalla legislazione di volta in volta vigente per la categoria di ente a cui appartiene la Fondazione; è comunque previsto il rimborso delle spese documentate sostenute per ragione dell’ufficio ricoperto.

5. Al venir meno di un amministratore, il Fondatore provvede alla nomina del sostituto che resta in carica fino a revoca. In caso di venir meno, per qualsiasi causa, della maggioranza del Consiglio di Amministrazione, il Revisore Unico o il Collegio dei Revisori invitano il Fondatore a nominare urgentemente i nuovi consiglieri. In caso di inerzia provvede l’Organismo di Controllo.

6. Il Consiglio di Amministrazione viene convocato ogniqualvolta il Presidente lo reputi opportuno o su richiesta di almeno due consiglieri, ma comunque almeno due volte per anno solare. La convocazione deve essere inviata per iscritto, con l’indicazione del luogo, del giorno, dell’ora della riunione e dell’elenco delle materie da trattare, mediante posta elettronica o altro mezzo equipollente, almeno cinque giorni prima del giorno fissato per la riunione; in caso di urgenza, la convocazione è inviata almeno due giorni prima. Il Consiglio di Amministrazione è comunque validamente costituito, anche in assenza delle suddette formalità di convocazione, qualora siano presenti tutti i consiglieri e il Revisore Unico o tutti i membri del Collegio dei Revisori.

7. Il Consiglio di Amministrazione è validamente costituito quando sono presenti almeno la metà dei suoi membri. È presieduto dal Presidente o, in caso di assenza, impedimento o rinuncia, dal Vice Presidente o dal consigliere più anziano di età. Le deliberazioni del Consiglio di Amministrazione sono assunte con il voto favorevole della maggioranza dei presenti salvo non sia richiesta una diversa maggioranza dal presente Statuto. In caso di parità di voti, prevale il voto del Presidente.

8. Alle riunioni del Consiglio di Amministrazione possono partecipare, senza diritto di voto, il Presidente del Comitato Scientifico, il Coordinatore dell’Organismo di controllo, il Segretario Generale (se nominato), il Presidente del Comitato di Indirizzo (se nominato) e il Revisore unico o il Collegio dei Revisori.

9. Il Consiglio di Amministrazione può svolgersi anche con gli intervenuti dislocati in più luoghi, mediante strumenti di audio o videoconferenza o comunque equipollenti, a condizione che siano rispettati il metodo collegiale e i principi di buona fede e di parità di trattamento dei consiglieri.

10. Delle riunioni del Consiglio di Amministrazione viene redatto un verbale a cura di un Segretario scelto all’inizio della seduta dai consiglieri; il verbale viene sottoscritto dal Presidente e dallo stesso Segretario.

11. Il potere di rappresentanza attribuito ai membri del Consiglio di Amministrazione è generale. Le limitazioni del potere di rappresentanza non sono opponibili ai terzi se non sono iscritte nel Registro Unico Nazionale del Terzo Settore o se non si prova che i terzi ne erano a conoscenza.

Articolo 11. Attribuzioni del Consiglio di Amministrazione

1. Il Consiglio di Amministrazione ha tutti i poteri di ordinaria e straordinaria amministrazione, ad eccezione di quanto di competenza degli altri organi della Fondazione.

2. In particolare, il Consiglio di Amministrazione, senza facoltà di delega:
a. delibera, sentito il Comitato Scientifico, sugli indirizzi generali dell’attività della Fondazione, nonché sulla sua organizzazione;
b. nomina trai propri componenti il Presidente della Fondazione, in caso di vacanza della carica per qualsivoglia motivo e in assenza della designazione prevista dall’articolo 8 del presente Statuto;
c. nomina un Vice Presidente che, in caso di assenza o impedimento del Presidente, svolge le sue funzioni;
d. delibera sulle modifiche statutarie e sulle operazioni straordinarie quali trasformazione, fusione, scissione, con maggioranza dei due terzi dei consiglieri, e previo parere favorevole del Presidente, fermo restando che in ogni caso sono immodificabili gli scopi della Fondazione;
e. delibera o scioglimento della Fondazione previo parere favorevole del Presidente, e nomina i liquidatori;
g. delibera sull’approvazione del bilancio preventivo e consuntivo, nonché del bilancio sociale, disponendo sulla destinazione degli eventuali avanzi di esercizio, fermo restando il divieto assoluto della loro distribuzione;
l. può predisporre appositi Regolamenti;
m. nomina i membri del Comitato Scientifico e quelli dell’Organismo di controllo;
n. può nominare il Segretario Generale, su proposta del Presidente, determinandone  qualifiche, compiti, compensi, durata e natura dell’incarico;
o. può nominare i componenti del Comitato di Indirizzo, previo parere favorevole del Presidente;
p. se è stato istituito un Comitato di Indirizzo, presenta a quest’ultimo la programmazione generale dell’attività della Fondazione.

3. Il Consiglio di Amministrazione può delegare proprie attribuzioni, anche in via continuativa, per singoli atti o categorie di essi, a singoli componenti del Consiglio stesso (incluso il Presidente), determinando i limiti della delega. Nell’ambito dei poteri attribuiti dalla delega viene attribuita la rappresentanza legale della Fondazione.

4. Oltre che a singoli membri del Consiglio di Amministrazione, la rappresentanza legale può essere attribuita anche a dipendenti ed a terzi nei limiti delle procure loro conferite.

Articolo 12. Presidente della Fondazione

1. La carica di Presidente della Fondazione spetta di diritto, vita sua durante, al Fondatore, Ing. Giampiero Martuscelli.

2. In caso di vacanza della carica per qualsivoglia motivo, in assenza della designazione prevista dall’articolo 8 del presente Statuto, il Presidente è nominato dal Consiglio di Amministrazione tra i propri membri; in quest’ultimo caso, Il Presidente della Fondazione resterà in carica sino a revoca da parte del Consiglio di Amministrazione che lo ha nominato.

3. Il Presidente:
– rappresenta la Fondazione di fronte ai terzi ed in giudizio;
– vigila sull’andamento generale della Fondazione e sull’osservanza dello Statuto;
– convoca il Consiglio di Amministrazione e dà esecuzione alle sue deliberazioni;
– predispone il progetto di bilancio preventivo, di bilancio consuntivo e di bilancio sociale;
– può svolgere le attività e i compiti che gli verranno eventualmente delegati dal Consiglio di Amministrazione.

4. In caso di assenza o impedimento temporanei del Presidente, le sue funzioni sono svolte dal Vice Presidente.

Articolo 13. Comitato Scientifico

1. Il Comitato Scientifico è un organo consultivo della Fondazione, composto da un minimo di 3 (tre) a un massimo di 10 (dieci) membri, nominati dal Consiglio di Amministrazione tra persone italiane e straniere, secondo criteri di specializzazione professionale, comprovata esperienza e specifica competenza negli ambiti di specializzazione e nei settori d’interesse della Fondazione. Ove non vi abbia provveduto il Consiglio di Amministrazione, il Comitato Scientifico nomina al suo interno un Presidente, il quale può partecipare, senza diritto di voto, alle riunioni del Consiglio di Amministrazione.

2. Il Comitato Scientifico collabora con il Consiglio di Amministrazione nella definizione e nella realizzazione delle attività della Fondazione, esprime parere consultivo sui programmi e sugli indirizzi scientifici e culturali della Fondazione, nonché svolge una funzione tecnico-consultiva in ogni altra questione in cui il Consiglio di Amministrazione o il Presidente lo ritengano necessario. Il Comitato Scientifico può elaborare autonomamente proprie proposte in merito agli indirizzi scientifici e culturali della Fondazione e alle sue attività, sottoponendole al Consiglio di Amministrazione.

3. I membri del Comitato Scientifico esercitano il loro incarico a titolo gratuito, durano in carica 5 (cinque) anni e sono rieleggibili. L’incarico può cessare per dimissioni, incompatibilità o revoca.

4. L’attività del Comitato Scientifico è svolta in forma libera; in ogni caso, la disciplina del suo funzionamento può essere demandata ad un apposito regolamento, deliberato dal Consiglio di Amministrazione.

Articolo 14. Organismo di Controllo

1. L’Organismo di Controllo è un organo di vigilanza generale della Fondazione, composto da 3 (tre) membri, nominati dal Consiglio di Amministrazione, nelle figure di un notaio, di un prelato e di un rappresentante delle forze dell’ordine. Ove non vi abbia provveduto il Consiglio di Amministrazione, l’Organismo di Controllo nomina al suo interno un Coordinatore, il quale può partecipare, senza diritto di voto, alle riunioni del Consiglio di Amministrazione.

2. L’Organismo di Controllo vigila sulla correttezza, legale ed etica, delle attività svolte dalla Fondazione in esecuzione ai suoi scopi statutari, nonché sulla redazione, piena implementazione e monitoraggio delle procedure della Fondazione.

3. I membri dell’Organismo di Controllo esercitano il loro incarico a titolo gratuito, durano in carica 3 (tre) anni e sono rieleggibili. L’incarico può cessare per dimissioni, incompatibilità o revoca.

4. L’attività dell’Organismo di controllo è svolta in forma libera; in ogni caso, la disciplina del suo funzionamento può essere demandata ad un apposito regolamento, deliberato dal Consiglio di Amministrazione.

Articolo 15. Revisore Unico o Collegio dei Revisori

1. Il Fondatore nomina un Revisore Unico o un Collegio dei Revisori formato da 3 (tre) componenti.

2. Il Revisore Unico o i componenti del Collegio dei Revisori durano in carica un quinquennio. Il Revisore Unico o il Presidente del Collegio dei Revisori devono essere iscritti nel Registro dei Revisori Legali.

3. Il Revisore Unico o il Collegio dei Revisori ha il compito di verificare la regolare tenuta della contabilità della Fondazione, e controlla i progetti di bilancio preventivo e consuntivo predisposti dal Presidente della Fondazione, predisponendo un’apposita relazione da allegare e da sottoporre al Consiglio di Amministrazione e da trasmettere al Fondatore.

4. Il Revisore Unico o il Collegio dei Revisori vigila sull’osservanza della legge e dello Statuto e sul rispetto dei principi di corretta amministrazione, nonché sull’adeguatezza dell’assetto organizzativo, amministrativo e contabile e sul suo concreto funzionamento. Il medesimo esercita inoltre il controllo contabile.

5. Il Revisore Unico o il Collegio dei Revisori esercita il monitoraggio sull’osservanza delle finalità civiche, solidaristiche e di utilità sociale; inoltre, il medesimo attesta che il bilancio sociale sia stato redatto in conformità alle linee guida di cui all’articolo 14 del CTS.

6. Il Revisore Unico o il Collegio dei Revisori può in qualsiasi momento procedere, anche individualmente, ad atti di ispezione e di controllo, chiedendo a tal fine al Presidente e ai Consiglieri notizie sull’andamento di qualsiasi operazione realizzata dalla Fondazione.

8. Il Revisore Unico o il Collegio dei Revisori partecipa senza diritto di voto alle riunioni del Consiglio d’Amministrazione.

9. Si applicano, ove compatibili, gli articoli 2405 e 2407 cod. civ. L’indennità di carica annuale del Revisore Unico o del Collegio dei Revisori è determinata dal Fondatore ai sensi di legge.

Art. 16. Segretario Generale

1. Può essere nominato dal Consiglio di Amministrazione, su proposta del Presidente, un Segretario Generale, per il quale vengono determinati al momento della nomina, durata e compenso. Nell’ambito dei poteri conferiti il Segretario Generale ha piena autonomia decisionale, poteri di firma, rappresentanza nonché di delega, nel rispetto dei programmi e delle linee di sviluppo della Fondazione e degli stanziamenti di bilancio.

Art. 17. Comitato di Indirizzo

1. Il Comitato di Indirizzo può essere nominato, previo parere favorevole del Presidente, dal Consiglio di Amministrazione ed è composto da un numero variabile di membri, da un minimo di 3 ad un massimo di 9, durano in carica 3 anni e sono rieleggibili. [LB1] 

2. Ove non stabilito dal Consiglio di Amministrazione, il Comitato di Indirizzo nomina al suo interno un Presidente, il quale può partecipare, senza diritto di voto, alle riunioni del Consiglio di Amministrazione.

3. Il Comitato di Indirizzo è luogo istituzionale di confronto e analisi dell’attività della Fondazione, nonché di proposta di nuove iniziative e valutazioni, allo scopo di favorire la più ampia condivisione degli indirizzi della Fondazione, e raccogliere ogni contributo utile al perseguimento delle finalità della stessa.

4. L’attività del Comitato di Indirizzo è svolta in forma libera; in ogni caso, la disciplina del suo funzionamento può essere demandata ad un apposito regolamento, deliberato dal Consiglio di Amministrazione.

Titolo IV. Bilanci

Articolo 17. Bilanci

1. L’esercizio sociale ha inizio il 1° gennaio e si chiude il 31 dicembre di ogni anno. Entro il mese di aprile di ogni anno, il Presidente della Fondazione predispone il progetto bilancio consuntivo, costituito dallo Stato patrimoniale, dal Rendiconto gestionale e dalla Relazione di missione, e lo trasmette al Revisore Unico o al Collegio dei Revisori per il rilascio della relativa relazione. Il Consiglio di Amministrazione provvede all’approvazione definitiva entro i successivi due mesi. Una volta approvato il bilancio viene trasmesso al Fondatore per presa visione.

2. Entro il mese di ottobre il Presidente della Fondazione provvede alla predisposizione del bilancio preventivo, costituito dal Rendiconto gestionale e dalla Relazione di missione, e lo trasmette al Revisore Unico o al Collegio dei Revisori; il Consiglio di Amministrazione entro i due mesi successivi provvede alla definitiva  approvazione.

3. Il bilancio preventivo e consuntivo annuali sono strutturati in modo da fornire una chiara rappresentazione della situazione economica, finanziaria e patrimoniale della Fondazione.

4. Il Consiglio di Amministrazione approva ogni anno, contemporaneamente all’approvazione del bilancio consuntivo, il bilancio sociale, ove siano verificati i requisiti di cui all’articolo 14 del CTS.

5. I membri degli organi della Fondazione hanno diritto di esaminare i libri sociali, presentando apposita richiesta scritta al Consiglio di Amministrazione.

Titolo V. Estinzione e scioglimento

Articolo 18. Estinzione e liquidazione della Fondazione

1. In caso di estinzione o di scioglimento della Fondazione per qualsiasi causa ovvero qualora intervengano cause che per legge o per Statuto impongano l’estinzione della Fondazione, questa, previo parere favorevole del Presidente, viene accertata con deliberazione del Consiglio di Amministrazione, il quale provvede anche alla nomina di due liquidatori, di cui almeno uno iscritto nel Registro dei Revisori Legali.

2. I beni residui dopo la liquidazione verranno devoluti ad altri Enti del Terzo Settore, sentito il parere vincolante del Presidente e previo parere positivo dell’Ufficio di cui all’articolo 45, comma 1 del CTS, e fatta salva ogni diversa destinazione imposta dalla legge. Gli atti di devoluzione del patrimonio residuo compiuti in assenza o in difformità dal parere sono nulli.

Titolo VI. Disposizioni finali

Articolo 19. Segni distintivi

1. La denominazione sociale della Fondazione Ente del Terzo Settore denominata “Fondazione Ipogeo dei Cristallini – ETS” o, in forma abbreviata, “Fondazione IdC – ETS” è riportata in qualsiasi segno distintivo utilizzato per lo svolgimento dell’attività, negli atti, nella corrispondenza e in qualunque comunicazione rivolta al pubblico.

Articolo 20. Rinvio

1. Per quanto non previsto nel presente Statuto, si applica il D.Lgs. 3 luglio 2017, n. 117, il Codice civile e ogni altra normativa in materia, di natura primaria o secondaria, per la categoria di enti alla quale appartiene la Fondazione.

[LB1]verificare